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| Il Mastio | |
Mastio e ruderi
vari
La torre di comando di una fortificazione era detta
mastio. Aveva anche funzioni di massimo avvistamento.
La torre primigenia della rocca di Urbisaglia aveva una altezza superiore rispetto a quella attuale. Il suo ingresso era posto a dislivello per rendesse più difficoltoso l'accesso che avveniva tramite una scala in legno da ritrarre in caso di pericolo. Il mastio è costruzione più antica rispetto al recinto della rocca e costituiva la torre maestra del castello che precedentemente occupava lo stesso sito.
Diviso verosimilmente in quattro piani (il suo riuso a serbatoio dell'acquedotto ne ha alterato la divisione interna) serviva tanto da alloggio del castellano che per quello della truppa di stanza nella rocca, almeno degli ufficiali. Per questo era provvisto di un camino. Inoltre era deposito per le derrate e alla sua base è ragionevole ritenere che vi fosse l'ingresso ad un passaggio sotterraneo che permettesse di evacuare la rocca (o semplicemente rifornirla) in caso di assedio.
La base del mastio denunzia una costruzione
più antica rispetto alla porzione superiore la cui parte
terminale è provvista di parapetto a sporgere su cui si
innestano i merli alla ghibellina.
Uno schizzo che ritrae Urbisaglia nel Seicento a volo d'uccello
ci fa vedere che la porzione sommitale del mastio era coperta con
tetto a spioventi. Questo facilitava tanto il servizio di guardia
che le operazioni di difesa e comando che dalla piazzola
sommitale (battagliera) si conducevano.
Infatti tanto al riparo dei merli (dei quali alcuni provvisti di feritoie da moschetto) che per il tramite di troniere (ma anche a mezzo delle caditoie) si potevano effettuare tiri diretti contro gli assedianti e, quale estrema difesa, contro chi del mastio tentava la scalata. Allora, dalle caditoie (o piombatoi), si effettuava tanto il tiro ficcante (tiro operato dall'alto) che la difesa piombante (getto di materiali). Ogni lato del parapetto merlato è attrezzato con due feritoie da moschetto sui merli e due troniere.
Addossati ai lati NE e SE del mastio sono
visibili una cisterna ed alcuni ruderi che costituivano il corpo
del vecchio castello, verosimilmente fondato su una piccola
altura poi attorniata dalla rocca.
Anziché demolire completamente ciò che restava della precedente
costruzione, chi ha realizzato la rocca ha ritenuto opportuno
preservare anche alcune volumetrie (di cui oggi sono visibili
alcuni resti) cui furono probabilmente assegnate funzioni
logistiche quali quelle di polveriera.
(tratto da Maurizio Mauro, La Rocca di Urbisaglia, Adriapress Ravenna)
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