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La Storia

Il Castello della Rancia deve il suo nome alla preesistente grancia cistercense, dipendenza dell'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra.

Intorno al 1350 Rodolfo II da Varano di Camerino, capitano generale della Chiesa nella Marca, intuendo l'importante funzione militare di una fortificazione a difesa della valle del Chienti e della Strada Romana estromise i monaci, si impadronì della grancia e la trasformò in castello. L'imponente costruzione fu condotta a termine nel 1357 per opera dell'architetto Andrea Beltrami da Como.

Nel 1581 il Castello fu ceduto da Gregorio XIII ai Gesuiti che lo trasformarono, essendone cessata la funzione difensiva, in grande fattoria ed ospizio per i viaggiatori.

Successivamente entrò in possesso della famiglia dei marchesi Bandini che, due secoli più tardi, lo cedettero al Comune di Tolentino.

Nel corso degli anni ebbe ospiti, tra gli altri, Pio Il nel viaggio da Roma ad Ancona, dove morì (1464), Giovanna d'Austria (1573), Margherita duchessa di Parma (1580), Cristina di Svezia (1655) e, nel 1782, Pio VI di ritorno da Vienna; in quell'occasione venne eretto un arco trionfale tuttora esistente di fronte all'imbocco della strada che conduce al castello.

Fu anche centro di numerose battaglie: nel 1377 fu conquistato dai condottieri John Hawkwood (Giovanni Acuto) e Lucio von Landau; nel 1406 vi si acquartierò Braccio da Montone nella campagna contro Fermo; nel 1442 vi fu stipulata una tregua tra Francesco Sforza, che ritentava la conquista della Marca, e Nicolò Piccinino al servizio del Pontefice. Il 2 e 3 maggio 1815 fu teatro della Battaglia della Rancia, in cui le truppe austriache comandate dal generale Bianchi sconfissero Gioacchino Murat, re di Napoli, che tentava di unificare l'Italia in quella che fu definita la prima battaglia del Risorgimento italiano.


Strada Romana: era la strada che collegava la costa adriatica, ed in particolare il Santuario di Loreto, con Roma. Corrisponde in parte all'attuale Strada Statale 77.

Gioacchino Murat: fu cognato di Napoleone che gli aveva concesso il Regno di Napoli. In occasione della disfatta del Bonaparte, nel tentativo di conservare il regno, stipulò un'alleanza con l'Austria. Quando Napoleone, fuggito dall'isola d'Elba, rientrò a Parigi, Murat mosse guerra al suo precedente alleato nel vano tentativo di unificare l'Italia.

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