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| Il Castello della Rancia | |
Sulla pianura situata alla sinistra del
fiume Chienti, a 7 chilometri da Tolentino, s'innalza, maestoso e
suggestivo, il Castello della Rancia ricostruito nel sec. XIV
sulle strutture di una preesistente grancia cistercense.
Il castello, di forma quadrangolare, è composto da una cinta merlata rafforzata da tre torri angolari. A difesa dell'ingresso principale del castello si eleva una delle torri a cui si accedeva mediante un ponte levatoio, sostituito in seguito da uno in muratura.
Il mastio, nucleo originario della preesistente grancia, è alto circa 30 metri ed è costituito da quattro piani, di cui i primi tre sono voltati a crociera. Al secondo piano, fornito di un ampio camino e raggiungibile tramite una scala a chiocciola in pietra, si trovava l'alloggio del granciario e poi del castellano.
Il piano seminterrato del mastio, illuminato da due alte feritole a bocca di lupo, fu un tempo usato come prigione come indicano i grossi anelli in ferro infissi alle pareti.
Su due lati adiacenti della corte,
provvista al centro di una profondissima cisterna, si innalzano
due porticati con archi a tutto sesto sorretti da pilastri
cilindrici in laterizio. Al primo piano un altro porticato
affianca un ampio salone, probabilmente la parte del castello che
aveva funzione di residenza. Dal cortile si accede a una
cappellina barocca eretta dai Gesuiti.
Testimonianze non confermate sostengono l'esistenza, al centro del cortile, di un'altra cisterna dove sembra vennero sepolti molti dei caduti durante la Battaglia della Rancia nel 1815. Secondo la tradizione esisterebbe inoltre una galleria medievale che dovrebbe congiungere il Castello alla Basilica di S. Nicola.
Grancia: (dal francese grange) era fattoria e deposito di derrate alimentari dipendente da una abbazia. granciario: era il responsabile dell'amministrazione della grancia alle dirette dipendenze dell'abate.
Battaglia della Rancia: fu combattuta il 2 e 3 maggio 1815 fra l'esercito austriaco comandato dal generale Bianchi e Gioacchino Murat, re di Napoli, che tentava di unificare l'Italia. Da diversi storici l'avvenimento fu definito la prima battaglia per l'indipendenza italiana.
Basilica di San Nicola: costruita dagli agostiniani nel sec. XIII sotto il titolo di Sant'Agostino, assunse l'attuale denominazione dopo la morte di San Nicola (1305), canonizzato nel 1446. Tra le numerose opere d'arte che racchiude, riveste eccezionale importanza il cosiddetto Cappellone, che conserva il più vasto ciclo di affreschi delle Marche, uno dei più importanti in Italia, dovuto alla scuola giottesco-riminese.
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