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Monumenti e Musei


IL CONVENTO E LA CHIESA DI S. IGNE

A San Francesco d’Assisi (1182-1226) è attribuita la fondazione del Convento di S.Igne, risalente al XIII secolo.

L’8 maggio 1213, durante la sua missione apostolica, San Francesco sostò a San Leo, ove erano iniziati i festeggiamenti per l’investitura a cavaliere di Montefeltrano II, figlio di Bonconte di Montefeltrano. In questa occasione egli tenne una predica sui versi di una canzone amorosa del tempo: ‘Tanto è il bene che io m’aspetto che ogni pena m’è diletto’. Tra gli illustri personaggi presenti alla cerimonia vi era anche il Conte Orlando de’ Cattani, signore di Rocca di Chiusi nel Casentino il quale, inter milites imperatoris strenuissimus miles, gli offrì i propri possedimenti sul monte della Verna, luogo adatto alla riflessione e alla contemplazione, dove il Santo ricevette la Sacre Stimmate. La donazione venne effettuata in uso libero, poiché San Francesco non era solito accettare in proprietà nec domum nec locum nec aliquam rem, e redatta il 2 luglio 1274 dai figli del Conte Orlando, per rendere legale l’offerta. L’incontro tra il Santo e il suo benefattore avvenne in una stanza del Palazzo dei Conti Nardini, oggi adibita a cappella.

La fresca e travolgente spiritualità di Francesco conquistò, in particolare modo, Bonconte di Montefeltrano che pensò bene di offrirgli un luogo di sosta nel suo dominio: Santegna, una selva in aperta campagna, dinanzi all’altissima rupe ove si trovava il suo castello, che oggi è nota a tutti come Sant’Igne. Nel corso dei secoli, sull’originaria denominazione di questo luogo è prevalsa la tradizione, riportata da San Bonaventura nella Leggenda Maggiore, che racconta dell’apparizione miracolosa del ‘sacro fuoco’ (ignis= fuoco) che indicò a San Francesco il sentiero che conduceva al Monte Feretro. Tuttavia, il miracolo è narrato come avvenuto tra la Lombardia e la Marca Trevigiana, presso il fiume Po; inoltre, la notizia non trova alcun riscontro in Tommaso da Celano, primo biografo del Santo. Ad accrescere l’equivoco contribuì sicuramente il toponimo Santegna che denominava il territorio ove sorse il convento francescano.

Il dono ricevuto da Bonconte risultò gradito al Poverello d’Assisi e ai suoi frati che erano soliti trascorrere le ore dedicate alla preghiera in un luogo appartato dal centro abitato, dove essi si recavano di buon mattino, per compiere l’opera d'evangelizzazione.

Il luogo di Sant’Igne divenne ben presto Convento posto a capo della Custodia Feretrana: tra il 1215 e il 1223 venne edificata una piccola costruzione in pietra locale composta da due stanze adibite rispettivamente a dormitorio e a refettorio e da una piccola cappella dedicata alla Vergine.

Nel 1230, per volontà del vescovo Ugolino, figlio di Bonconte, la primitiva chiesa fu ampliata in un edificio con pianta a croce latina, coperto a capriate, fatta eccezione per la parte absidale che risultò voltata ad opera di maestranze locali, come testimonia anche il portale a tutto sesto simile a quello di Poggiolo di Talamello e della chiesa francescana di Montefiorentino.

La piccola chiesa, che conserva l’originaria dedicazione alla Vergine, è ad aula unica, con la zona presbiteriale innalzata su due gradini a partire dal transetto; sono tuttora visibili le monofore strombate e trilobate. In una nicchia laterale della parete sinistra si trova un affresco raffigurante la Madonna in trono con Bambino con ai lati, i Santi Giuseppe e Antonio da Padova (1535). Nel lato destro del transetto, è conservato un segmento del tronco dell’olmo sotto il quale Francesco predicò a San Leo, abbattuto nel 1662.

Tramite una porta ‘battitora’ si accede ad un semplice chiostro quadrangolare, delimitato da venti colonnine ottagonali con capitelli a foglie d’acqua; il tetto è a spiovente verso il giardino interno. La costruzione è, inoltre, dotata di campanile a vela con fornici e due campane; sul fronte vi è uno stemma quattrocentesco di Federico da Montefeltro scalpellato nel Cinquecento. Sul lato est del chiostro si affaccia la sala capitolare, caratterizzata da due monofore trilobate sul lato esterno e dalle due finestre ai fianchi dell’ingresso che avevano la funzione di far assistere al capitolo anche i conversi e famigli che non avevano diritto di accesso all’aula.

Nel 1244 la nuova chiesa francescana di Sant’Igne fu consacrata dal vescovo Ugolino, come testimonia una lapide ritrovata nell’orto del convento, conservata oggi nel Palazzo Della Rovere: "ANNO D.M. CCXLIIII T.INNOCE TII PP ET UGOLINI EPISCOP FERETRI", Anno Domini MCCXLIIII tempore Innocentii pape et Ugolini episcopi feretri (traduzione: Nell’anno del Signore 1244 al tempo di papa Innocenzo IV e di Ugolino Vescovo di San Leo).

Testo a cura di: Alessandro Marchi, Anna Rita Nanni, Vittoria Rappa

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Aggiornamento Settembre 1998