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Monumenti e Musei


CHIESA VOTIVA DELLA MADONNA DI LORETO

La chiesa, intitolata alla Madonna di Loreto, venne edificata nel 1640 dalla comunità leontina, a ringraziamento dello scampato pericolo costituito dalla terribile frana che travolse la seconda porta d'accesso al masso e buona parte dell'abitato antico. L'edificio inaugura urbanisticamente l'ampliamento secentesco del nucleo medievale. É situato, infatti, all'inizio della via Montefeltro, la strada che conduce a quella che è rimasta l'unica porta d'ingresso al paese.

Originariamente, la chiesa era costituita da un'aula rettangolare con tetto a capriate visibili; al di sopra della volta, costruita nella modificazione ottocentesca dell'edificio, è ancora visibile, nella parete dell'altare maggiore, un medaglione ovale, contornato di racemi, dipinto a tempere vivaci direttamente sull'intonaco, con all'interno l'iscrizione: "fa ut ardeat". La chiesa è oggi composta di una navata e di un'abside divise da un arcone trionfale; il soffitto è a volta ribassata e le pareti sono modanate da arcate in stucco.

Di notevole bellezza e originalità è il grande altare composto in una sorta di ampio retablo ligneo intagliato, dipinto e dorato, datato 1732, al centro del quale è ricavata una nicchia contenente l'immagine della Madonna col Bambino. Trattasi di una statua a manichino, risalente al XVIII secolo; l'abito serico di cui era paludata sino a qualche tempo fa, era stato ricavato dal vestito di nozze di una contessa Nardini. Il carattere peculiare della statua lascia intendere il suo primitivo uso processionale, ancora praticato: essa viene, infatti, collocata in cima al modello ligneo della Santa Casa, nella festa annuale del 9 dicembre.

Nell'edificio, insieme ad altri arredi provenienti da chiese leontine, è conservata una tela della fine del '500 con l'Annunciazione, in origine pala d'altare della distrutta chiesa dell'Annunziata. Si tratta di un evidente derivazione dalla celebre composizione di Tiziano divulgata in una stampa di Cornelius Cort.

Testo a cura di: Alessandro Marchi, Anna Rita Nanni, Vittoria Rappa

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Aggiornamento Settembre 1998