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| La Rocca | |
Inconfondibile appare la sagoma di Mondavio a chi
percorra la strada che dal mare, di crinale in crinale, si addentra
nell'entroterra, per l'imponenza della sua Rocca, e per le sue
tre torri campanarie, tutto entro una cinta muraria completa e
intatta.
Dall'alto dei suoi 280 m, con nell'aria la salsedine del mare di Fano e Marotta ad appena 20/25 Km, Mondavio è più che tipico un borgo unico nel suo genere a cavallo fra il Medio Evo ed il Rinascimento, miracolosamente preservato ala sovrapposizioni e deturpazioni, un vero trionfo di cotto antico e di selci.
Tre le porte di accesso
ad arco nella cinta muraria: non vi sono più tracce di quella di
S. Pietro, resta una colonna di Porto Marina, ma resta quasi
intatta nella sua originalità quella incorporata nella Rocca.
Attraverso tre ponti levatoi, ora sostituiti da ponti ad arco di
cotto, dal Rivellino esterno, superando il vallo si entrava al
Torrione, e con altri due archi, per superare il vallo
tutt'attorno al Rivellino a monte si entrava nel borgo abitato.
La Rocca fu progettata e diretta
nel corso dei lavori dall'architetto senese Francesco di Giorgio
Martini fra il 1482 e il 1492, su commissione del Signore del
Vicariato di Mondavio Giovanni Della
Rovere, su una precedente Rocca dei Malatesti
forse costruita tra il 1300 e il 1350. E' costituita da quattro
elementi di base sui cinque progettati:
Due Rivellini con ponti levatoi per superare il vallo
Il Torrione con la Porta ad arco come prima difesa
La Guardiola con rampa di accesso al Mastio e ponte levatoio
Il Mastio di 5 piani, a pianta ottagonale irregolare, pareti
esterne elicoidali e scoscese, beccatelli a sporgere, postazioni
di artiglieria e feritoie su ogni piano ed in ogni angolo, merli
con portelloni dove stazionava la guarnigione militare.
Il complesso nel suo insieme costituisce una
testimonianza unica di arte fortificata innovativa, il vero capolavoro del
prolifico architetto senese, che sia giunto sino a noi nella sua quasi integrità
originale. La Rocca con la scoperta della polvere da sparo doveva resistere
passivamente a qualsiasi assalto delle artiglierie: bombarde, colubrine,
cannoni e spingarde, come quelle che si possono ora ammirare nell'armeria
all'interno della Rocca.
Per i Mondaviesi nel tempo la Rocca ha suscitato
talvolta terrore, come luogo di oscuri misteri e torture innominabili, talvolta
un sentimento di sicurezza che potrebbe infondere un gigante buono che veglia
sul paese dormiente, oggi suscita in tutti meraviglia e stupore.
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