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Giovanni Malatesta,
detto Giangiotto, descritto brutto e sciancato,
primogenito di Sigismondo I e Signore di Gradara, sposò nel 1275
Francesca da Polenta, figlia di Guido, Signore di Ravenna,
di parte guelfa.
Giangiotto fu Podestà in Pesaro e, non potendo portarsi appresso
la famiglia (a causa di una disposizione dell'epoca) dovette
lasciare Francesca e la figlia Concordia nel castello di Gradara.
Allora Paolo, fratello di Giangiotto, moltiplicò le sue visite e soste al castello. La storia degli amanti è immortalata da Dante, nel V Canto dell'Inferno. Queste le parole di Francesca:
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
Mi prese del costui piacer sì forte
Che, come vedi, ancor non m'abbandona
Ma Giangiotto lo venne a sapere, forse dal fratello Malatestino. E così, dopo una finta partenza, sorprese la moglie e il fratello soli nella camera di Francesca ...
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Noi leggiavamo un giorno per
diletto Di Lancialotto, come amor lo strinse: Soli eravamo e senza alcun sospetto. Per più fiate li occhi ci sospinse Quando leggemmo il disiato riso La bocca mi baciò tutto tremante. |
Giangiotto si avventò contro Paolo, ma Francesca si parò innanzi restando trafitta. Paolo seguì poco dopo la stessa sorte, e così la vendetta di Giangiotto trovò compimento.
Correva l'anno 1289.
