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Le Mura


Architettura, storia, arte e culto tra le Mura

Le mura rappresentano oggi il monumento più importante di questa città al quale si aggiungono chiese, palazzi, ed altre opere che rendono piacevole ed interessante la visita.

L'itinerario può iniziare da Porta Nuova, l' ultimo accesso, in ordine di tempo, al castello realizzato in occasione della ampliazione quattrocentesca.

La porta e il torrione adiacente furono parzialmente interrati nel 1850, allorché venne realizzato il viale di circonvallazione delle mura.

Oltrepassata la porta si trova il teatro comunale Carlo Goldoni, innalzato nelle forme attuali tra il 1861 e il 1869. Il teatro può ospitare circa 400 persone, ha 38 palchi su tre ordini più il loggione e un soffitto decorato e dipinto. Imboccata via del Teatro a destra sorge il campanile di San Pietro unica testimonianza superstite della demolita collegiata. Il campanile risale al 1574 e subì parziali modifiche agli inizi del Settecento. Più avanti, a sinistra, si trova l'ex convento delle suore benedettine di Sant'Anna del XVI secolo che ospita oggi, in alcune sale, la civica raccolta d'arte. In essa sono esposti oltre trenta dipinti tra cui opere di Ercole Ramazzani, Giuseppe Bastiani, Claudio Ridolfi, Domenico Perruzzini, Giuseppe Marchesi e di altri artisti del Sei-Settecento. Inoltre sono esposti sculture ed arredi sacri dei secoli XVII e XVIII. Contigua al convento è la chiesa dell'Addolorata, costruita tra il 1740 e il 1755. La chiesa, a pianta centrale con cupola e lanterna, è un elegante esempio di stile rococò e conserva, nella cantoria, un pregevole organo del 1766, opera di Gaetano Callido. Nella stessa piazza si affaccia la chiesa del Suffragio, ricostruita nelle forme attuali nel 1779 e che poggia su un tratto delle precedenti mura del Bargello. La facciata è in stile neoclassico, ha l'interno ellissoidale con volta a cupola, ed un interessante pavimento decorato a motivi geometrici. Nell'altare maggiore una Madonna e Santi di Claudio Ridolfi. Scendendo per via del Bargello, un taglio operato sulle mura agli inizi del Novecento, da' l'accesso alla chiesa di San Francesco. La chiesa odierna è del 1759 e si deve all'architetto Arcangelo Vici, ma all'interno del campanile, si conservano ampie tracce della primitiva costruzione che risale al 1265. L edificio, a croce latina ad un unica navata, con transetto sormontato dalla cupola e cappelle laterali, è adorno di numerosi dipinti tra cui una annunciazione, tutte di Claudio Ridolfi.

Usciti dalla chiesa a destra si innalza lo Sperone poderosa torre pentagonale alta circa venticinque metri, a sinistra invece si trova Porta San Giovanni. La torre dove si aprono la Porta Maggiore e la postierla (la piccola porta a sinistra) è una costruzione quattrocentesca realizzata dopo l'introduzione della polvere da sparo a difesa della più antica porta trecentesca, quella interna ad arco ogivale, provvista a sua volta di una fenditura dove scorreva una ferrea saracinesca estrema difesa contro gli assalitori. Il complesso della porta e la terrazza soprastante, cui si accede attraverso una scala esterna sulla destra, conservano tutti gli elementi tipici dell'architettura militare del tempo quali saettiere, archibugere, beccatelli, piombatoi e merli. Prendendo a sinistra, per la via dello Scorticatore, si trovano l'omonima torre di guardia e un lungo camminamento di ronda, accessibile, che conduce sino alla Porta di Santa Maria del Mercato.
Questa porta è un vero capolavoro di architettura militare. A difesa della primitiva porta trecentesca, quella interna, sempre ad arco acuto, nel Quattrocento venne costruito un enorme baluardo poligonale con una ulteriore porta di accesso perpendicolare a quella precedente.
Il baluardo, aperto al centro, consentiva la difesa piombante contro coloro che fossero, eventualmente, riusciti a oltrepassare la prima porta. Anche questo torrione è munito, come gli altri di numerose saettiere, archibugiere, beccatelli e merli. Uscendo dalla porta si può ammirare, sulla sinistra un ampio scorcio delle mura verso la soprastante
Porta San Giovanni. Rientrando all'interno del perimetro murato, di fronte si trova la suggestiva via Piaggia con i suoi 109 gradini e il Pozzo della Polenta, a sinistra prosegue il nostro itinerario. Qui si incontrano nell'ordine, le scale che danno l'accesso alla terrazza di Porta del Mercato, la guardiola di Mezzogiorno, la poderosa Torre del Calcinaro e l'ancor più grande Torre della Rotonda. Queste ultime due torri sono circolari come quella di Porta Nuova. Affacciandosi dal terrazzo della Torre della Rotonda, nel tratto esterno di mura a sinistra, si nota l'innesto delle mura quattrocentesche su quelle del secolo precedente. Il punto di congiunzione è quello dove il cordolo che segna la fine della scarpa delle mura si innalza bruscamente per ricongiungersi con l'altro più alto.
Proseguendo si entra nei Landroni, una serie di brevi gallerie realizzate nella seconda metà del XVII secolo quando, venuta meno l'importanza strategica delle mura, si autorizzò per la prima volta la costruzione di edifici sopra di esse.

Usciti dai Landroni a destra si percorre la via del Corso su cui affacciano grandi edifici. Alla fine, sulla destra, si trova il Palazzo Comunale costruito tra il 1784 e il 1791 su disegno dell'architetto Francesco Maria Ciaraffoni, mentre a sinistra sorge il maestoso ex convento degli agostiniani, progettato dall'architetto corinaldese Giuseppe Carbonavi Geminiani e costruito tra il 1767 e il 1780. Sulla sinistra del convento si innalza l'alto campanile della Chiesa di Sant'Agostino, oggi santuario diocesano di Santa Maria Goretti. La chiesa ha un'elegante facciata in laterizio ed un interno ad unica navata con cappelle laterali e transetto sormontato da cupola con lanterna. Nella chiesa si conservano una Annunciazione seicentesca copia dal Barocci, un martirio di San Bartolomeo di Giuseppe Maggeri e altre preziose tele del XVIII secolo, epoca in cui venne costruito l'attuale edificio che risale appunto agli anni 1740-1756 A sinistra della chiesa è l'ampia piazza del Terreno con numerosi palazzi gentilizi. Scendendo poi per le Cento Scale in fondo a destra, in quella che fu un tempo l'antica Chiesa di San Nicolò, è oggi la sala del costume e delle tradizioni popolari, dove si possono ammirare preziosi abiti realizzati in stile cinquecentesco. Negli stessi locali è inoltre ubicato l'ufficio informazioni turistiche. Nei sobborghi, da vedere sono la settecentesca Chiesa di Sant'Anna con l'altare maggiore decorato da un pregevole affresco della fine del XV secolo e il santuario della Madonna dell'Incancellata, edificato nel 1690, dove si conservano un affresco del Cinquecento e due tele, una della quali è il San Gaetano da Thiene, eseguita nel 1691 da Giovanni Anastasi. In campagna sorgono la Chiesa di San Giovanni dei padri cappuccini ornata dal grande altare maggiore ligneo riccamente decorato e opera di un ignoto ebanista della prima metà del Seicento e la Chiesa di Santa Maria del Piano. Questa, di origine paleocristiana, ha l'abside che risale al V-VI secolo e altre testimonianze architettoniche di stile gotico; conserva poi due affreschi quattrocenteschi, un altro del 1540 e infine la Maddalena ai piedi della Croce, da molti ritenuto il più bel dipinto di Claudio Ridolfi.

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