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La Storia


L'originario impianto strutturale della rocca risale alla seconda metą del 1200, fortemente voluto da Rinaldo di Acquaviva a difesa dei confine nord dei suoi possedimenti e soprattutto per il controllo dell'unica strada di comunicazione esistente lungo la costa adriatica tra il nord ed il sud dell'Italia, oltre che a sbarramento della via di accesso al mare dell'entroterra ascolano.

Totalmente distrutta intorno alla metą del 1400 dall'esercito di Francesco Sforza, venne nuovamente ricostruita e completata verso la fine dello stesso secolo, seguendo i canoni della architettura militare del primo rinascimento, costituendo uno dei pił importanti esempi di fortificazione del periodo transito nelle Marche a causa dell'integrata, ma distinta associazione tra i sistemi della difesa piombante con quelli dei tiri delle artiglierie.

Quale presidio militare fu di fondamentale interesse nella lotta tra i guelfi ed i ghibellini fino alla definitiva affermazione dello Stato Pontificio, legando, poi, la propria funzione alla difesa della costa contro le scorrerie dei turchi, fino a quando, le alterne vicende politiche e militari con il radicale mutamento dell'arte della guerra, non ne decretarono, verso la metą del 1600, l'inesorabile declino.

Ricostruita secondo il progetto dell'architetto fiorentino Baccio Pontelli, la rocca presenta una pianta a forma di quadritatero irregolare con ai vertici disposte delle torri di mole e consistenza diversa in relazione alla orografia del terreno su cui esse prospettavano, nonchč ai rischi di attacchi esterni.

L'opera si caratterizza di un doppio ordine murario, il primo verticale sostiene i camminamentl di ronda e si proietta a sbalzo, verso l'esterno con gli archetti della difesa piombante, il secondo, invece, fortemente scarpato per il rimbalzo dei proiettili delle artiglierie, contiene al suo intemo dei percorsi casamattati muniti di bocche da fuoco per il tiro delle armi leggere.

Le due torri principali di nord-ovest e sud-est hanno il proprio baricentro disposto secondo l'asse di simmetria dell'intera rocca, sezionando la corte in due triangoli simili con i lati sorprendentemente coincidenti con le mura perimetrali.

L'assemblaggio delle linee colleganti i baricentri delle torri d'angolo e delle mura di delimitazione della corte, fa rinvenire chiaramente il simbolo di una balestra pronta a scoccare la propria freccia verso il mare ad est. Da quella direzione, infatti, proveniva il pericolo maggiore.

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