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Erra, senza pace, nella cittadella
militare, il fantasma del Capitano della Rocca, lasciatosi
corrompere nel 1432 da Giosia Acquaviva.
Costui gli aveva promesso che non avrebbe in alcun
modo infierito sui residenti in quanto il suo unico interesse era
quello di riappropriarsi dell'antico maniero di famiglia.
Disattendendo però ogni assicurazione precedentemente resa,
Giosia, una volta penetrato all'interno della fortezza, massacrò
l'intera guarnigione, oltre ai suoi pochi abitanti, trovandovi,
infine, morte violenta anche il Capitano della Rocca, in un
estremo tentativo di evitare l'eccidio della sua famiglia. Tra i
sibili del vento che si canalizza nei camini e misteriorsi
lamenti, nelle notti di inverno il fantasma del Capitano della
Rocca vaga, cercando la sua famiglia, schiacciando contro le mura
e scuotendo che si trova dinanzi, come volesse far rinsavire
qualcuno dal perduto senno per interrogarlo. Ancora oggi alcuni
anziani del posto tramandano la storia di un fantasma che
schiaffeggiava e schiacciava, nelle notti di inverno, contro i
muri delle stanze di antichi edifici i malcapitati del momento,
narrando fatti effettivamente occorsi, fino anche ad esser stati
costretti di dover ricorrere a numerosi esorcismi per far cessare
queste manifestazioni.
